Enzo Mari

Rigore, essenzialità e design democratico

Enzo Mari (1932–2020) è stato uno dei protagonisti più rigorosi del design italiano del Novecento. Artista, designer e teorico, ha sostenuto un’idea di design etico e democratico, fondata sulla qualità del progetto, sulla durata e sulla comprensibilità degli oggetti.

La sua ricerca tende alla forma essenziale, eliminando tutto ciò che non è necessario. Con Autoprogettazione (1974), il celebre progetto che invitava le persone a costruire autonomamente i propri mobili, Mari mette radicalmente in discussione produzione, consumo e ruolo stesso del designer.

La lunga collaborazione con Danese Milano ha dato origine a oggetti diventati icone del design italiano, tra cui i calendari perpetui Bilancia (1959) e Timor (1967). Nel corso della sua attività Mari ha inoltre collaborato con aziende come Alessi, Zanotta, Castelli e Magis.

Vincitore di cinque Compassi d’Oro, Mari ha lasciato un’eredità progettuale e teorica profondamente attuale, in cui semplicità, funzione e responsabilità convivono in oggetti pensati per durare nel tempo.

Questa la terrei. È più corta dell'originale ma SEO completa, e soprattutto non disperde l'identità di Mari in un elenco di opere.